IMPIANTO GEOTERMICO IBRIDO
L' impianto "ibrido" qui presentato, destinato alla funzione di riscaldamento e produzione acqua calda sanitaria per un' unità abitativa di circa 900 mq , combina la tecnologia geotermica con quella aerotermica ed è quindi in grado di acquisire energia primaria mediante scambio con il terreno o direttamente con l’aria esterna.

L'energia geotermica viene prelevata dal terreno grazie ad uno scambiatore di 450 metri complessivi, ripartito su 3 perforazioni da 150 metri l'una, composte da due tubazioni a U con diametro 32 mm in PE. Il campo sonde, è stato oggetto di Ground Response Test (GRT) ottenendo ottimi valori di scambio termico con il terreno circostante.


Parallelamente al campo geotermico è stato installato il sistema idronico AMB 30 dell'azienda NIBE con una batteria ad alta efficienza collegata alla centrale termica mediante tubazioni in PE (distanza di circa 80 m).

A seconda della situazione climatica esistente, istante per istante, il sistema valuta quale fonte primaria è maggiormente conveniente, pertanto sfrutta il calore dell'aria oppure il calore geotermico. In alcune situazioni invece andrà a lavorare in modo ibrido utilizzando quindi contemporaneamente entrambe le fonti primarie.
Riscaldare l'acqua calda sanitaria utilizzando un vettore termico con una temperatura elevata (20-25°), com'è l'aria esterna in estate o nelle mezze stagioni, garantisce rendimenti altissimi. Il lavoro svolto dal compressore infatti è molto limitato perchè il delta termico da soddisfare è basso (da fonte primaria a distribuzione).
In inverno invece per il riscaldamento dell'edificio, quando la temperatura esterna dell'aria è bassa, è energeticamente conveniente utilizzare come fonte primaria la sonda geotermica, che ha una temperatura costante per tutto l'anno.
Il campo sonde in questo modo viene stressato meno rispetto ad un impianto tradizionale, riducendo l'impoverimento termico tipico di tali impianti e garantendo pertanto temperature di funzionamento superiori.
Sfruttando al meglio le caratteristiche delle due differenti fonti di energie si ottengono rendimenti ancora più alti rispetto ai già ottimi COP delle pompe di calore geotermiche.
L'impianto è costituito da due pompe di calore bi-compressore NIBE Fighter 1330 che erogano complessivamente 52 kW termici, garantendo una modularità notevole all'impianto.
Attraverso il modulo HPAC, brevettato da NIBE, è possibile effettuare sia raffrescamento attivo che passivo: infatti esso gestisce autonomamente, in funzione dei carichi termici, il raffrescamento lavorando in modalità "free-cooling" e (solo se necessario) in "active cooling". Il sistema entra in funzione proporzionalmente, dapprima con i soli circolatori (free-cooling), in seguito step-by-step con l'ausilio del compressore, passa in active-cooling.

Questo sistema è completamente gestito dalla PDC e dalla sua centralina, assicurando quindi un'efficienza energetica e di utilizzo difficilmente paragonabili ad altri sistemi presenti ad oggi sul mercato, con la garanzia di una produzione termica che istante per istante segue l'impianto di distribuzione e conseguentemente le reali necessità dell'edificio.