RAFFRESCAMENTO

Anche nel caso della climatizzazione estiva, i sistemi a pompa di calore geotermici offrono una soluzione vincente per un modo di abitare che coniuga la sostenibilità al comfort assoluto.

cambiamento climatico

Visualizzazione infografica della variazione delle temperature medie registrate in Italia nel periodo 1850-2020 creata da Ed Hawkins. Fonte

    In un contesto globale caratterizzato da eventi climatici sempre più estremi, tra cui frequenti e prolungate ondate di calore senza precedenti, la geotermia applicata all’edilizia è l’unica strada che consente di combattere il caldo estivo intenso senza alimentare il circolo vizioso del cambiamento climatico.

    Come funziona?

    In modo semplicissimo. Due sono le possibili opzioni:

    PASSIVE COOLING (raffrescamento passivo)

    Detto anche free cooling, è la soluzione migliore in termini di risparmio e di efficienza energetica. Sfruttando la situazione per la quale in estate la temperatura del sottosuolo e/o dell’acqua di falda è molto inferiore rispetto a quella interna agli edifici, tale opzione consente di raffrescare senza attivare il compressore della PDC, ma solo con uno scambio termico prodotto unicamente dalla pompa di circolazione con ridotti consumi di energia elettrica.

    L’acqua glicolata che scorre nel circuito di distribuzione raccoglie il calore raffrescando, e lo dissipa nella falda acquifera se parliamo di impianto geotermico a “circuito aperto” o nel sottosuolo attraverso le sonde geotermiche se parliamo di impianto geotermico a “circuito chiuso”.

    I sistemi di distribuzione radiante rappresentano l’abbinamento ideale per ottimizzare la funzione di passive cooling.

    ACTIVE COOLING (raffrescamento attivo)

    Si fa ricorso a questa modalità principalmente quando le temperature esterne e proporzionalmente anche quelle interne agli edifici diventano troppo elevate per l’opzione passive cooling.

    In questo tipo di sistema il compressore della PDC viene attivato a ciclo invertito per produrre energia frigorifera alla temperatura richiesta, dissipando quella termica risultante nel sottosuolo.

    Si sottolinea inoltre che questa è la sola tipologia di raffrescamento possibile nel caso di pompe di calore aria/acqua.

    Le pompe di calore NIBE sono accessoriate con il sistema HPAC, di brevetto proprio, che permette l’attivazione in automatico della funzione active cooling solo in caso di reale fabbisogno dell’edificio, ottimizzando così confort, consumi e benefici.

    Con quali sistemi di distribuzione?

    Per poter beneficiare della funzione di climatizzazione estiva degli impianti geotermici, un edificio deve però essere dotato di un sistema di distribuzione adatta a tale scopo. Nel dettaglio, ecco le due soluzioni idonee più comuni:

    La distribuzione a pavimento, parete o soffitto radianti consente, abbinando un sistema di deumidificazione, di raffrescare in modo uniforme e costante, massimizzando il confort proprio come in inverno.

    L’installazione di ventilconvettori e fan coil, alimentati da impianti geotermici a pompa di calore, genera un tipo di climatizzazione del tutto simile a quello dei tradizionali condizionatori, ma con un’importante riduzione di consumo di energia elettrica e quindi di costi.

    Raffrescamento geotermico vs. climatizzazione tradizionale

    Per produrre aria fredda al fine di climatizzare l’interno degli edifici, i tradizionali condizionatori emettono costantemente verso l’esterno flussi di aria a temperatura superiore rispetto a quella presente. Contribuiscono dunque in maniera diretta al surriscaldamento dell’ambiente esterno, soprattutto in città dove si trova una maggiore concentrazione di condizionatori.

    I condizionatori normalmente utilizzano gas refrigeranti noti come idrofluorocarburi (HFC), che in caso di fughe dovute a guasti (purtroppo non infrequenti) contribuiscono all’erosione dello strato di ozono e partecipano quindi a loro volta al riscaldamento globale.

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    Invece di dissipare nell’aria l’energia termica che si genera producendo quella frigorifera per il raffrescamento, gli impianti a pompa di calore geotermica la disperdono nel sottosuolo o nell’acqua di falda.
    Nel caso di impianti geotermici “a circuito chiuso”, il vantaggio è quindi duplice. Dissipando l’energia termica nel sottosuolo si va infatti a “ricaricare” l’area interessata dal campo sonde, il quale funge da enorme riserva termica, accumulando energia che verrà utilizzata e valorizzata in inverno nel momento in cui la modalità “riscaldamento” verrà attivata.

    Impianto geotermico a circuito chiuso che sfrutta l’energia del sottosuolo per raffrescare in modo sostenibile. Nell’immagine è evidenziato l’accessorio brevettato da NIBE per il raffrescamento intelligente (HPAC)

    In conclusione, i vantaggi

    I vantaggi rispetto a sistemi di climatizzazione tradizionale si riscontrano in termini di:

    Sostenibilità, in quanto si ha un azzeramento dell’impatto negativo sull’ambiente proprio dei sistemi tradizionali a condizionatore

    Efficienza, per la forte riduzione dei consumi di energia elettrica, e quindi dei costi di esercizio

    Razionalizzazione, si semplifica l’impiantistica degli edifici in quanto la multifunzionalità di un impianto geotermico a pompa di calore  evita di dover ricorrere ad un sistema supplementare per l’estate